Il Kantha

Il Ricamo Kantha
Nel territorio del Bengala, intorno al XIX sec., si è diffusa una delle tradizioni artigianali più ricche ed affascinanti fra quelle che ancora oggi si possono ammirare. Si tratta del “Kantha”, una lavorazione su stoffa che unisce il ricamo e la trapuntatura, una tecnica nata per il recupero di pezzi di stoffa e vecchi sari, altrimenti diventati inutilizzabili, e volta tanto alla protezione delle persone dal freddo notturno quanto a quella degli oggetti dagli agenti atmosferici. Questo artigianato “di riciclo” ha assunto col tempo la dimensione dell’artigianato d’arte, grazie alla creatività delle donne bengalesi che, nelle cuciture e nei ricami, hanno ricreato tutto il loro mondo domestico e quello religioso. I Kantha sono così diventati vere e proprie opere d’arte popolare ed oggi sono molto apprezzati.
Il fatto di usare pezzi di vecchi tessuti riempie di significato i Kantha: il rituale della restituzione di una nuova interezza fa parte del ruolo delle donne, nella casa. La scelta dei tessuti da accoppiare, la realizzazione del bordo che li unisce e le impunture, che costituiscono la parte più caratterizzante del Khanta, sono tutte tappe fondamentali del lavoro di preparazione, prima del ricamo vero e proprio. Le fitte impunture dividono il tessuto in sezioni e creano uno sfondo “mosso”, sul quale risaltano i ricami. Alcuni motivi ricorrenti sono il Kalka, un motivo floreale dalla forma particolare che ricorda il frutto dell’ananas, ma anche una fiamma stilizzata e la metà del simbolo cinese di Yin e Yang; il pesce, che indica il legame profondo con la natura ed è il simbolo di buona fortuna; o ancora il fior di loto e l’alpona, simboli dell’armonia cosmica e della più profonda femminilità, associati alla buona fortuna, all’abbondanza e alla prosperità, tant’è che decorano l’abitazione degli sposi nel giorno delle nozze. Questi, tutti eseguiti senza disegno preparatorio, rappresentano l’universo delle donne ed ognuna esprime attraverso di essi la propria creatività unita alla propria tradizione familiare. Queste caratteristiche, rimaste ancora in gran parte immutate, rendono ogni Kantha un pezzo unico e prezioso.
La tecnica di lavorazione è molto lunga e sofisticata e, come spesso accade nei Paesi del Sud del mondo, dove la manodopera abbonda, le donne che ricamano questi tessuti ricevono in cambio poco denaro. Alcune di queste donne hanno tuttavia scoperto il valore della tradizione che tramandano, si sono costituite in cooperative ed hanno cominciato a vendere i loro lavori ricavandone un prezzo equo. Sono donne che sanno di essere le depositarie di una tradizione di alto artigianato e fiere della loro capacità di esprimersi con il ricamo.
Il rifiorire di quest’arte che andava scomparendo è stata raccolta da gruppi di lavoro grandi e piccoli che hanno portato notevoli cambiamenti. Si utilizzano tessuti nuovi e non usati, si lavora su ordinazione, i ricami vengono eseguiti da numerose donne assieme che seguono istruzioni precise sul filo da usare, i colori, i punti su motivi e disegni già tracciati. Questo consente la produzione di grandi pannelli di tessuti anche pregiati, ricamati sempre secondo la tecnica tradizionale, di grande impatto estetico.

 
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